Minnucci: “Questa Serie D non ha nulla di dilettantistico”

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Uno dei segreti della Sangiustese che vola in classifica e che settimana dopo settimana sta mettendo mattoni importanti per la propria salvezza è sicuramente Marco Minnucci, preparatore atletico professionista con una lunga esperienza tra i Pro. “Ho trovato uno staff sanitario all’altezza e un gruppo di lavoro composto da tecnici e collaboratori professionalmente e umanamente straordinari, con la costante supervisione del direttore Cossu, del quale è superfluo sottolineare la pluriennale esperienza nel mondo calcistico. Inoltre ho trovato una squadra di calciatori molto seri, dove senso di appartenenza e di abnegazione, oltre alle innegabili doti tecniche, hanno determinato gli ottimi risultati finora conseguiti”.

Minnucci, che campionato e che squadre di Serie D ha trovato in particolare dal punto di vista fisico?

“Questo girone non ha nulla di dilettantistico: è una Lega Pro mascherata. Squadre di buon blasone e tutte ben preparate: le settimane tipo non differiscono dai campionati professionistici, sia come fascia oraria che come numero di sedute di allenamento (c’è chi esegue anche la doppia seduta giornaliera). Se devo porre un accento su una compagine in particolare cito l’Avezzano”.

Cosa comportano questi sette turni infrasettimanali e queste settimane intense dal punto di vista della preparazione?

“I turni infrasettimanali impediscono di strutturare la settimana tipo in cui si riesce ad allenare perfettamente la squadra, sia dal punto di vista tecnico- tattico che da quello delle capacità condizionali. Nelle settimane in cui si disputano tre gare l’aspetto che viene curato maggiormente è il recupero psico-fisico. Sicuramente, con un calendario del genere sono avvantaggiate le società che possiedono rose di giocatori più ampie, con le quali si può attuare anche un turnover, specialmente nella terza gara. Le squadre con una rosa ristretta potrebbero incorrere in cali di prestazione ed infortuni”.

C’è una squadra che dal punto di vista aerobico, del ritmo o in generale della fisicità l’ha impressionata maggiormente?

“L’aspetto aerobico nel calcio moderno è importante ma non determinante. Fondamentali sono le capacità di forza esplosiva, resistenza alla forza esplosiva, velocità e resistenza alla velocità: tutte qualità molto legate fra loro. Ho trovato davvero tutte le squadre avversarie ben allenate e capaci, attraverso le loro qualità tecniche e fisiche, di sostenere buoni ritmi di gioco”.

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